2025-2026
Umbria

Social Sculpture – Spazio al Desiderio

Un progetto di welfare culturale che ha coinvolto le giovani generazioni in percorsi di benessere culturale nei luoghi della cultura diffusi in Umbria

ProgettiScuola

L'ispirazione: la "plastica sociale" di Joseph Beuys

Il progetto trae la sua architettura concettuale dalla visione dell’artista Joseph Beuys e dal suo concetto di scultura sociale (Social Sculpture). Secondo il principio beuysiano per cui “ogni essere umano è un artista”, l’arte non è intesa come semplice prodotto estetico o intrattenimento elitario, ma come un dispositivo dinamico, partecipativo e pedagogico in grado di plasmare nuove forme di convivenza e trasformazione della comunità. Il “desiderio” viene interpretato non come una mancanza passiva, bensì come una forza generativa, attiva e politica.

L’emergenza giovanile e i dati UNICEF

L’intervento risponde direttamente ai dati evidenziati dal rapporto UNICEF “Così lontani, così vicini” (2024): 29% dei giovani italiani dichiara di sentirsi escluso dalla società; la percentuale di isolamento sale al 36% tra chi ha un background migratorio e fino al 47% tra chi proviene da fasce a basso reddito; a fronte di ciò, l’85% esprime il forte desiderio di “fare la propria parte nel mondo”, ma solo il 19% trova spazi effettivi di partecipazione attiva; il 49% degli adolescenti ha subito direttamente atti discriminatori.

La situazione nella regione Umbria

Sul territorio umbro si registrano segnali crescenti di sofferenza e isolamento giovanile: oltre 12.600 accessi annuali ai servizi psichiatrici regionali da parte di ragazzi e giovani adulti; circa il 30% degli adolescenti manifesta livelli elevati di ansia e depressione, a cui si affianca la crescita dei fenomeni di ritiro sociale (hikikomori) e della dispersione scolastica (salita all’11,5%).

Destinatari del progetto

Il progetto si è rivolto a giovani di età compresa tra i 14 e i 25 anni (con target primario 15–19 anni), intercettando fasce diversificate della popolazione giovanile tramite scuole, servizi sociali e rete di outreach. Fragilità socio-educative ed economiche: giovani da famiglie a basso reddito, NEET, minori a rischio dispersione scolastica o con background migratorio. Fragilità psicologiche e relazionali: adolescenti con problemi di autostima, ansia, tendenza all’isolamento o al ritiro sociale, in collaborazione con Centro Salute Mentale, USL Umbria 2. Disabilità e neurodiversità: giovani coinvolti con l’Associazione Italiana Persone Down (AIPD), ragazzi con sindrome di Down o persone con fragilità cognitive/neurodivergenze seguiti da cooperative e centri specializzati.

Rete e poli culturali coinvolti

Il progetto ha presidiato e messo in rete 10 luoghi della cultura distribuiti in 7 ambiti territoriali dell’Umbria, connettendo centri urbani e aree interne: Palazzo della Penna – Comune di Perugia; Centro Ragni – Teatro Stabile dell’Umbria / Perugia; Palazzo Collicola, Musei Civici – Comune di Spoleto; Palazzo Lucarini Contemporary – Associazione Palazzo Lucarini Contemporary / Trevi; CIAC, Fondazione Carifol / Foligno; Palazzo Trinci – Comune di Foligno; Museo Naturalistico del Parco di Colfiorito – Comune di Foligno; Parco delle Sculture di Brufa – Comune di Torgiano; Museo della Canapa – Comune di S. Anatolia di Narco; Parco Sculture Beverly Pepper – Fondazione progetti Beverly Pepper / Todi.

Partner sociali e istituzionali

Il progetto è finanziato da Regione Umbria – PR FESR 2021-2027, Azione 1.3.4 “Bando per il sostegno di progetti nel settore del Welfare Culturale”. Coinvolti: USL Umbria 2 (Centro Salute Mentale, Foligno); ARPAL Umbria; Borgorete Società Cooperativa Sociale; Momo Società Cooperativa Sociale; Elle Elle Società Cooperativa Sociale; Liceo Artistico “B. Di Betto”, Perugia; Liceo Classico “F. Frezzi-Beata Angela”, Foligno; Circolo Arci Subasio; LaMama Umbria International APS; Bande à part APS; Associazione Young Jazz; Associazione Ikaria; Gruppo AGESCI Foligno 3; Associazione Italiana Persone Down, Perugia.



Gli artisti e i laboratori chiave

Sara Leghissa – Datemi un Martello (Perugia): workshop sul rapporto tra corpo, potere, privilegio e spazio pubblico. Ha guidato un’autoinchiesta tra 15 adolescenti traducendo le conversazioni in 80 frasi affisse sui manifesti pubblici della città.

Gianni Moretti – Minifestival del Fallimento (Palazzo Lucarini, Trevi): percorso condotto con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila intorno al concetto di errore e fallimento, sfociato in una performance e mostra espositiva con “parole mangiabili”.

Vaste Programme – Non so stare qui (Palazzo Collicola, Spoleto): laboratorio di auto-rappresentazione visiva e pratica fotografica a cura di Saverio Verini, culminato nella creazione di leporelli d’artista.

Valentina Rizzi – La Lepre Lunare (Villa Cappuccini, Cannara): esplorazione delle forme dell’abitare e dei desideri urbani con la produzione di fanzine collettive.

Jacopo Jenna – Framing (in collaborazione con TSU): modulo di movimento e pratiche corporee che indaga il rapporto tra gesto, spazio e rappresentazione.

Giulia Battisti (CIAC Foligno): percorso performativo-teatrale ideato con e per giovani con sindrome di Down in collaborazione con AIPD e Fondazione Carifol.

Redenta Palmioli e Francesca Tinti (Palazzo Trinci, Foligno): laboratorio di arteterapia, espressione sonora e autorappresentazione per il benessere emotivo, in collaborazione con CSM Usl Umbria 2. 

Elisa Veschini (Fondazione Beverly Pepper, Todi): laboratorio di arteterapia dedicato a minori e giovani adulti con neurodiversità in collaborazione con la Coop. Elle Elle.

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